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Sant'Anna con la Vergine il Bambino e San Giovanni

Leonardo Da Vinci

Sant'Anna con la Vergine il Bambino e San Giovanni

Il cartone di Leonardo riprende uno dei temi sacri alla Chiesa fra Quattro e Cinquecento: la Madonna con Sant' Anna, il Bambino e San Giovannino.
La Vergine è seduta sulle ginocchia della madre, Sant' Anna, e tiene fra le braccia Gesù Bambino, che si sporge allegramente verso San Giovannino, simbolo del trapasso dal Vecchio al N uovo Testamento.

L'affettuoso rapporto fra i personaggi fa perdere al tema il suo carattere sacro: siamo davanti a una allegra famigliola che, attraverso gli intesi sguardi, si trasmette sentimenti carichi di umanità.

Attuali studi confermano la testimonianza di padre Sebastiano Resta, che in una lettera parla di un cartone raffigurante Sant' Anna, eseguito per il re di Francia nel 1499. La commissione, ricevuta a Milano, venne portata a termine a Firenze.

Una datazione così precoce può essere accettata, in quanto la composizione risente, sia nell' impostazione formale che nell' attenzione per i sentimenti, del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie a Milano, databile al 1495.

A differenza di tanti artisti attivi a Firenze tra Quattro e Cinquecento, che impiegarono il disegno in funzione dell'idea compositiva, per Leonardo questo fu sempre fine a se stesso, un abbozzo, un ulteriore mezzo per indagare la natura. Di questo artista oggi ci resta un immenso patrimonio grafico, in massima parte destinato a raffigurare i suoi numerosi codici di idraulica, di botanica e di anatomia.

Alla sua morte, Leonardo lasciò buona parte del suo lavoro in eredità ad un amico, il pittore Francesco Melzi ma, in seguito, eredi poco scrupolosi e poco attenti, lo vendettero o lo regalarono.

L'Opera

Il cartone fu reso noto al pubblico nel 1771, quando venne acquistato dalla Royal Accademy di Londra.

Nel 1962 il capolavoro Leonardesco è stato donato alla National Gallery della capitale inglese dalla National Art Collections Fund. All' interno del prestigioso Museo inglese, alcuni anni fa, il prezioso reperto è stato sfregiato dall'insano gesto di un folle.

Al Cabinet des Dessins del Louvre, si conserva uno studio di panneggio relativo a quest' opera.

Il disegno a Firenze

Fino al Quattrocento i disegni venivano utilizzati nelle botteghe come puro strumento di lavoro e la loro conservazione era condizionata dall'uso che se ne faceva in pittura.

Con questo spirito buona parte della produzione fino al primo Quattrocento è andata perduta.

Diversa sorte è toccata ai disegni dalla fine del Quattrocento in poi, soprattutto a Firenze dove questa tecnica ha sempre goduto di grande attenzione.

Già il Vasari aveva capito il valore artistico della produzione grafica, quindi non solo cominciò a collezionarli ma si adoperò per l' apertura dell' Accademia del Disegno.

Questa svolta determinò un notevole incremento di collezionisti di disegni, le cui raccolte in buona parte sono giunte fino ai nostri giorni.

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Dettagli


Carboncino e biacca su cartone 141.5 x 104.6

Esposto: NATIONAL GALLERY Londra

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